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Lingua, Identità e Cultura in Adolescenza

Antologia multiculturale per la scuola secondaria di primo grado

Daniela Bertocchi, Loredana D’Apote, Roberto Didoni, Francesca Longoni

Lingua, Identità e Cultura in Adolescenza è una raccolta di brani, corredati da apparati linguistici e da schede di lavoro, di autori di culture diverse. I brani selezionati hanno come protagonisti preadolescenti o adolescenti e fanno emergere il processo di ricerca dell’identità personale e il disagio evolutivo, comuni ai ragazzi di ogni cultura del mondo. L’opera, promossa dal Giscel Lombardia, persegue una doppia finalità: aprire a modifiche e integrazioni del canone letterario per adeguarlo alla nuova scuola interculturale e proporre un metodo didattico di approccio al testo.

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Lingua, Identità e Cultura in Adolescenza

Il Giscel – Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell’Educazione Linguistica – del gruppo regionale Lombardia propone Lingua, identità, Cultura In Adolescenza. Antologia multiculturale per la scuola media, un’opera che raccoglie brani di scrittori di culture altre o di migranti in Italia di seconda generazione centrati sull’adolescenza e la ricerca dell’identità, elemento paradigmatico che unisce ogni ragazzo del mondo. I protagonisti dei brani, infatti, sono adolescenti di culture diverse, in cui i nostri alunni loro coetanei possono riconoscersi, rispecchiarsi, ritrovarsi.
L’antologia multiculturale non sostituisce, bensì affianca le antologie tradizionali, per rispondere al sempre crescente bisogno di inclusione delle persone e di integrazione delle culture; come ben ricordato nelle Indicazioni Nazionali 2012 la scuola italiana considera l’accoglienza della diversità un valore irrinunciabile, consolida le pratiche inclusive nei confronti di bambini e ragazzi di cittadinanza non italiana, promuovendone la piena integrazione, e favorisce la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica. L’antologia propone dunque di modificare il canone letterario al fine di adeguare la nostra realtà formativa, caratterizzata fino a pochi decenni fa da una certa omogeneità linguistica e culturale degli allievi, alle esigenze multiculturali della nostra società.
La diversità va individuata e potenziata attraverso una didattica inclusiva, viva e dinamica, che non si appoggia sul noto, ma valorizza l’ignoto, una didattica che promuove la consapevolezza del valore della diversità culturale nella sua capacità di veicolare le identità (cfr. Convenzione per la protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, Unesco 2005). Sottolineiamo il fatto che la proposta è indirizzata a tutto il gruppo e non ai soli alunni stranieri, perché fare intercultura significa coinvolgere tutta la classe in un percorso educativo globale, di cui i bisogni linguistici degli immigrati sono solo un aspetto.
L’opera è rivolta alla seconda e terza classe della secondaria di primo grado e al biennio di quella di secondo grado, ma i brani hanno difficoltà diverse, per cui ogni docente potrà valutare quali utilizzare a seconda dell’età, della maturità e delle competenze dei suoi alunni.
Ogni brano è preceduto da alcune parole chiave e da una presentazione sintetica per guidare gli insegnanti nella scelta, offrire suggerimenti e inserire il brano nel contesto da cui è tratto. Le note sono orientative e non esaustive, sono uno strumento di consultazione agile da cui partire per eventuali approfondimenti. Alcuni testi sono dotati di un apparato linguistico con consegne differenziate e di una serie di esercizi, in cui si dà ampio spazio alla lingua orale come mezzo per lo scambio e l’arricchimento. Proponiamo altresì alcune schede laVoratorio, vale a dire strategie didattiche attive di stile laboratoriale.
Lo scopo dell’opera, dalle presentazioni agli apparati linguistici, dalle note ai link, non è solo quello di sostenere l’alunno straniero, DSA o BES; si vuole soprattutto lavorare con i docenti al fine di mostrare loro una modalità didattica per facilitare l’apprendimento della lingua e favorire l’educazione interculturale, il clima classe, la coesione sociale, riconoscendo che le buone pratiche didattiche arrecano beneficio a tutti gli alunni, non solo a quelli in difficoltà.
L’antologia non è un’opera compiuta, anzi è piuttosto eterogenea e duttile, perché è pensata come “spazio” di lavoro in divenire, di sperimentazione e di responsabilità condivisa. Gli autori sono docenti a loro volta, impegnati nell’educazione scolastica ed extrascolastica, nella formazione e nell’aggiornamento. Sono convinti di lavorare in un ‘cantiere aperto’, dove ogni giorno qualcuno può proporre un aggiornamento, mandare un contributo, suggerire un’ipotesi di lavoro; soprattutto è un percorso di formazione dialogico e di mutamento per una vera revisione del sistema scolastico, affinché tutto il curricolo sia orientato in senso interculturale, poiché da tempo interculturale non significa più riservato allo straniero, ma significa riconoscere le risorse di ogni singolo individuo come titolare di diritti umani.

Loredana D’Apote



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