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Università / Filosofia

Filosofia del linguaggio

Autore/i: Alberto Voltolini, Carola Barbero

Questo manuale è il risultato di quattro anni di insegnamento presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione e dell’Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Dovendo insegnare la filosofia del linguaggio a studenti non necessariamente già esperti di filosofia o di logica, abbiamo cercato di rendere le nostre lezioni quanto più accessibili e comprensibili anche ai non addetti ai lavori. Sarete voi a valutare in quale misura ci siamo riusciti. Last but not least, il nostro corso era rivolto agli studenti di comunicazione, ragion per cui abbiamo anche cercato di rendere il corso non solo nozionistico, ma anche potenzialmente produttivo.

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Filosofia del linguaggio

Quali sono le regole che bisogna seguire per ragionare bene? Quanti e quali tipi di segni ci sono? Tra il pensiero e il linguaggio, chi viene prima? C’è (e se c’è, che cos’è) un linguaggio universale, ed è il linguaggio il veicolo segnico privilegiato?
Queste sono alcune delle principali domande alle quali cercheremo di rispondere nella prima sezione di questo libro, che si presenta come una introduzione alla filosofia del linguaggio ed è rivolta a tutti coloro che, anche senza specifiche conoscenze filosofiche, sono interessati a studiare gli elementi base del pensiero e della comunicazione.
La seconda sezione è invece indicata per tutti coloro che, avendo già una preparazione filosofica di base (conseguita autonomamente oppure attraverso la lettura della prima sezione), intendano approfondire le questioni relative al problema del significato linguistico. In che cosa consiste il significato dei segni di una lingua? Che differenza c’è, se c’è, tra il significato di tali segni e il modo in cui tali segni vengono usati dagli utenti di quella lingua? Attraverso un percorso che parte da Frege e arriva fino ai giorni nostri, si prendono in esame le varie risposte che sono state date a questa domanda, valutando gli argomenti pro o contro una teoria e corredando l’esposizione con esempi e controesempi.

Questo manuale è il risultato di quattro anni di insegnamento presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione e dell’Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Dovendo insegnare la filosofia del linguaggio a studenti non necessariamente già esperti di filosofia o di logica, abbiamo cercato di rendere le nostre lezioni quanto più accessibili e comprensibili anche ai non addetti ai lavori. Sarete voi a valutare in quale misura ci siamo riusciti. Last but not least, il nostro corso era rivolto agli studenti di comunicazione, ragion per cui abbiamo anche cercato di rendere il corso non solo nozionistico, ma anche potenzialmente produttivo.


La filosofia ci farà liberi?

Autore/i: Augusto Cavadi

Negli ambienti accademici si evita di esprimersi su argomenti che non si conoscono. La regola vale con un’eccezione: la consulenza filosofica e, più ampiamente, le pratiche filosofiche. Su questo tema tutti hanno sempre qualcosa da dire, con approvazione o con dissenso, pur senza avere mai letto una riga. Questo volumetto costituisce l’autopresentazione della filosofia-in-pratica da parte di uno dei pionieri italiani: un’autopresentazione in positivo che non si sottrae, però, alla garbata polemica verso alcuni intellettuali che si sono premurati di aggredire, sin dalla culla, la nuova professione ai primi vagiti.

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La filosofia ci farà liberi?

I mezzi di informazione prima, l’industria editoriale e le istituzioni universitarie dopo, si sono interessate – dall’inizio del terzo millennio – ad un fenomeno curioso, visto ora con divertita ironia ora con preoccupato disprezzo: in Germania lo si chiama Philosophische Praxis, in area anglo-sassone Philosophical Counseling, dalle nostre parti Consulenza filosofica. Si tratta di una nuova professione d’aiuto provvidenzialmente chiamata a rimpiazzare il vuoto progressivo dei confessionali cattolici e degli studi di psicoterapia? Anzi, doppiamente provvidenziale sia per i clienti (delusi da direttori spirituali disorientati e/o da strizzacervelli verbosi quanto costosi) sia per i neo-laureati in filosofia (che trovano difficilmente un posticino nel già difficile mercato del lavoro)?
Chi la esalta con entusiasmo ne è convinto: proprio come chi la deride con sufficienza. Ma questo aspetto socio-economico, mediaticamente appetitoso, è del tutto secondario ed è davvero stupefacente che riesca a mettere totalmente in ombra ciò che davvero è in questione: se (e, in caso affermativo, a che condizioni) la filosofia possa davvero trasformare la vita delle persone e la storia del mondo.
Da qui in poi il libro che avete di fronte tenterà di rispondere a questo interrogativo cruciale: e solo se questo interrogativo vi tocca almeno un po’ (che siate filosofi di professione o del tutto privi di alfabetizzazione filosofica) ha senso che continuiate a leggerlo.


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